Casa dolce casa. Rendiamo bella e accogliente casa nostra…risparmiando!

Archivio per giugno, 2011

Ecco perchè mi piace il bianco (seconda parte).

Nel post precedente ho parlato dei vantaggi che comporta scegliere un arredamento bianco. È una scelta sicura, almeno per quanto riguarda la luminosità della casa.

É una scelta sicura anche per quanto riguarda gli accostamenti.

Il bianco è la somma di tutti i colori.

Per questo motivo sta bene quasi con tutto. Consente una versatilità senza pari.

Le potenzialità sono incredibili e lasciano libero spazio alla fantasia e alla creatività. Chi ha tutto l’arredamento bianco può cambiare il volto della propria casa spessissimo e con costi relativamente bassi. Si può fare davvero di tutto.

Pensa, se vuoi cambiare volto alla tua casa puoi spostare i mobili in posizioni diverse. Cambiare la disposizione può dare buoni risultati, ma non sempre si tratta di una soluzione comoda, soprattutto per chi vive in spazi piccoli e il posizionamento dei mobili spesso rappresenta una scelta obbligata.

Un’altra soluzione piuttosto dispendiosa sia in temini di tempo ed energie, sia in termini economici è cambiare mobili.

Diciamo la verità: è una scelta poco credibile.

Di solito, piuttosto che cambiare arredamento, in italia si cambia casa. Sono molto rari i casi di chi rivoluziona totalemente la mobilia della propria abitazione soprattutto se sono pochi gli anni che ci ha vissuto dentro.

L’arredamento bianco è la soluzione ideale!

Il bianco è anche il colore delle tele dei quadri. È uno spazio che aspetta solo di essere riempito.

Bastano alcuni accessori, un tappeto, una tenda e una parete colorata, tutti coordinati tra loro, ed ecco che la stanza non sarà più “bianca”, bensì bianca e rossa, oppure bianca e verde, bianca e nera…

Ma ci si può spingere oltre. L’arredamento bianco può davvero diventare l’equivalente della tela di un quadro. È possibile arrivare a spersonalizzare l’arredamento bianco e metterlo al “servizio” del colore o della finitura scelta. In pratica i mobili bianchi diventano quasi parte dell’architettura della stanza che in questo caso non è più “bianca e rossa”, ma solamente rossa. Questo dipende dalle proporzioni tra la quantità di bianco presente nell’arredamento e la quantità di colore della finitura scelta.

Volendo fare un esempio “forte”: se invece di dipingere una sola parete del colore scelto se ne dipingono 2, 3 o 4 (scelta piuttosto… decisa!), se le superfici si riempiono di accessori dello stesso colore e si aggiungono tappeto, tende e quadri in tinta… in questo caso il bianco diventa del tutto marginale. Ci sarà la percezione soltanto del colore scelto.

Oppure basta optare per una scelta con molta personalità come ad esempio il fucsia. Bastano pochi accessori, una parete dipinta e una tenda che nessuno si sognerà di associare il bianco a questa ipotetica stanza; per tutti sarà semplicemente una stanza fucsia.

Non esistono semplicemente i colori, tra le scelte di personalizzazione delle stanze. Si può tranquillamente scegliere come finitura dominante la pietra o il legno.

Si riveste una parete di pietre naturali, si mettono alcuni accessori in sasso (qualche vaso, un orologio, ecc…) ed ecco che il bianco passa in secondo piano e il tema dominante diventa la pietra. Anche in questo caso il bianco funge da tela per la personalizzazione della stanza.

La cosa più interessante è che si può cambiare spessissimo con una spesa decisamente ridotta.

Con circa 200/300 euro è possibile personalizzare un soggiorno di medie dimensioni. Volendo “esagerare” si può cambiare anche 2, 3 o 4 volte l’anno, magari seguendo il ritmo delle stagioni. Si potrebbe scegliere la finitura estiva con tinte più fresche ad esempio un azzurro tenue, la finitura primaverile con colori più vivi e frizzanti, ecc…

E soprattutto, a parte la pittura murale, i “temi” della stanza si possono periodicamente riutilizzare; quindi la spesa va affroantata una volta sola.

Ad esempio, nella mia precedente casa, il soggiorno aveva come tema dominante l’oro.

2 vasi e 2 soprammobili, una tenda e dei cuscini in tinta e un tappeto “shaggy” di generose dimensioni. Tutti dorati. E in più una parete spatolata colore oro con riflessi perlati, con l’aggiunta di cera dorata utilizzata sugli stucchi veneziani. Il mio soggiorno era dorato senza essere troppo “invadente”. Tutto grazie all’arredamente bianco.

Costo totale meno di 300 euro. 149 euro tappeto, 85 acessori, 25 vernice 15 cera.

Tende e cuscini erano un discorso a parte poichè non erano un granchè: dovevano essere provvisorie e me le hanno cucite gratis. 🙂 erano tende di raso dorato pagate una decina di euro di materiale.

Diciamo che chi ha una nonna, mamma, suocera, zia, padre, nonno, ecc.. che sa cucire (e dà una mano volentieri), bhè, è avvantaggiato! 🙂

Altrimenti, per risparmiare, anche le tende possono essere bianche o di un colore neutro che si intoni con il pavimento (o il soffitto se avete le travi a vista) a cui si possono accompagnare fermatenda del colore scelto (o per risparmiare ulteriormente possono essere usati dei nastri di stoffe varie purchè in tinta). Con questa soluzione le tende vanno acquistate una volta sola!

Per concludere anche piccoli dettagli come una candela o fiori del colore scelto possono dare quel piccolo tocco in più che rende ancora più coerente il contesto.

Dai libero sfogo alla tua creatività!

Vivo la mia casa.

Ecco perchè mi piace il bianco (prima parte).

Ebbene sì, mi piace il bianco.

Adoro in particolare l’arredamento bianco. A dire il vero mi piacciono molto gli stili moderni, possibilmente dalle linee semplici e un po’ minimaliste.

A parte un bagno, tutta l’arredamento della mia casa è bianco. I mobili sono quasi tutti bianchi oppure a specchio (ma questa è un’altra storia) o in vetro chiaro.

Qualcuno mi ha obiettato che avere tutto bianco ricorda un ospedale. Non sono per niente d’accordo. Dipende tutto da come si riesce ad interpretare la propria casa.

Adoro il bianco per una serie di motivi.

Il primo motivo, il più ovvio, è che mi piace come colore. È vero, tecnicamente non è proprio un colore, però se andate a scegliere un’auto e vi chiedono di che colore la volete, se rispondete bianca capiscono immediatamente. Quindi il bianco, per il sentire comune, è un colore. A proposito, la mia auto è bianca. 😉

Ho avuto anche una bicicletta bianca. Non è certo l’unico colore che mi piace però è sicurmente uno dei miei preferiti.

Fino qui siamo nel campo dei gusti personali, quindi insindacabili.

Il bianco dà luminosità.

La luminosità in se rappresenta un valore aggiunto se si dà per scontato che un ambiente chiaro piaccia a tutti. Non è sempre così! Ho conosciuto persone che stanno bene al buio e a cui troppa luce dà fastidio. Un mio amico ha preferito usare l’arancione e il nero per arredare la casa. Gli piacciono le luci soffuse e gli ambienti intimi. Ho conosciuto persone molte introspettive che preferiscono avere la casa piena di mobili d’epoca scuri e pesanti tende color porpora.

Non siamo tutti uguali! In questo momento mi rivolgo a chi preferisce avere un ambiente luminoso.

Dicevo, il bianco dà luminosità.

Sembra un’ovvietà, ma non sempre ne teniamo conto. Capita molto molto spesso, entrando in un mobilificio, di rimanere stregati da cucine, soggiorni, camere o bagni dalle tinte di forte personalità. In particolare, se vi piacciono le finiture moderne laccate  o laminate lucide, troverete mobili davvero strepitosi. Purtroppo dopo l’eventuale acquisto ci si accorge che nella propria casa non rendono come in mobilificio. Naturlamente in casa porpria l’illuminazione è completamente diversa da quella del mobilificio, dove invece è costruita ad arte per esaltare le caratteristiche dei mobili esposti. Per questo motivo una volta montato il mobile in casa si possono avere delle delusioni.

Diciamo che scelgliendo mobili bianchi si va sempre sul sicuro.

Il bianco è un colore neutro, ed esalta la luminosità grazie alle sue doti “naturali”. Quasi impossibile sbagliare.

Naturalmente se il mobile scuro appena acquistato rende la casa troppo “buia” si può provare a migliorare la situazione cambiando l’illuminazione. Al giorno d’oggi con le luci a led si possono ottenere degli effetti luminosi fantastici. In particolare le luci a led sotto i penisili della cucina o nei mobili del soggiorno creano dei contrasti stupendi con le finiture lucide e valorizzano moltissimo le tinte scure, come del resto anche quelle chiare. Con le luci a led si possono davvero fare miracoli, e hanno il vantaggio di consumare pochissimo. Purtroppo sono ancora abbastanza costose, anche se i prezzi stanno diventando sempre più popolari. Questa soluzione, di solito, è valida solamente la sera, perchè di giorno difficilmente vi verrà voglia di accendere le luci e la casa vi sembrerà soltanto un pò troppo scura.

Dove solitamente compro i mobili  è molto difficile vederli tutti “infiocchettati” e al meglio delle loro potenzialità,  per cui non corro proprio questo rischio! 🙂

Insistete sempre per avere un campione del mobile scelto, possiblimente che sia grande come una mezza anta di un pensile. Portatelo a casa e osservate bene, prima di riportarlo indietro, che effetto fa a diverse ore del giorno e con le luci accese la sera.

La prima volta che ho arredato parzialmente un appartamento, ho voluto le ante della cucina colore antracite. Il venditore mi ha consigliato di tenere il colore antracite solo nella parte bassa dei mobili, e di scegliere il bianco per i pensili. Inizialmente ero contrario, poi per fortuna ho accettato il consiglio. La cucina sarebbe stata estremamente buia tutta monocroma.

Mi piace il bianco, ma anche se non mi piacesse non potrei certamente scegliere il nero per casa mia! Tuttalpiù potrei scelgiere un arredamento in stile rustico. Vivo in una vallata, quindi in una zona di per sè non luminosissima. Il bianco e le trasparenze mi aiutano ad avere una buona luce in casa, soprattutto nella stagione invernale quando il sole sta per tante ore nascosto dietro le montagne.

Vivo la mia casa!

Fare molto con poco

Ho già insistito più volte sul fatto che è molto importante avere degli obiettivi chiari.
Prima di fare una scelta è fondamentale sapere cosa si vuole.
Il mio obiettivo non è avere una casa al top del top delle possibilità. Non rientra nel campo delle mie scelte. Anche se potessi permettermela non credo che mi interesserebbe.
Provo molta ma molta più soddisfazione a cercare di fare le cose bene con poco.
Questo significa sapere cosa si vuole e quanto si può spendere.

Io preferisco spendere poco.

Adoro ottenere buoni risultati a poco prezzo.
La prima cosa da fare se si vuole alzare il tenore di vita, o arricchirsi o arrivare a fine mese (a seconda dei punti di vista e delle scelte di vita) è tagliare i costi.
Per questo motivo difficilmente in questo blog parlerò di “lusso”.
Non ne parlerò perchè non lo conosco. Direi stupidaggini. Quello che so è che tagliando i costi e usando il denaro in modo intelligente si possono avere enormi soddisfazioni. Soddisfazioni che potrebbero tornare indietro in futuro sotto forma di denaro. La casa potrebbe essere stimata dagli esperti del settore come “dotata di finiture di pregio”.
Ho detto pregio, non lusso.
Dal mio punto di vista può avere un senso avere una casa di pregio e uno o due elementi di lusso. Praticamente inserire in un bel contesto una “chicca” che lo valorizzi ulteriormente. Magari un’opera d’arte rara come un quadro o una piccola sculutra. O un lampadario antico che stacchi dal resto e si distingua in maniera particolare.
Il limite è dato solo dalla fantasia.
E dal portafoglio!

Penso che la casa debba essere un posto dove si sta bene. Io sono felice di passare le mie serate a casa. Ci sto bene.
La casa è bello viverla. Trovo non abbia senso vivere per la casa.
Se spendi gran parte dei tuoi risparmi e delle tue entrate non vivi la casa, ma stai vivendo per la casa.
La casa diventa il tuo padrone. Ti comanda.
Entri in un meccanismo per cui, se sei un’esteta, quando hai qualcosa di bello devi adeguare tutto di conseguenza.
Trovo anche che sia giusto. A tutti sarà capitato di pensare: ho speso tanto per questa macchina, ci metto tutti gli optional. Magari anche quelli che non userò mai e non mi interessava avere. Solo per adeguare tutto al contesto.
Con gli immobili avviene la stessa cosa: si parte dalle finiture, magari si è speso un po’, ma in fondo è la propria casa, se non si spende nella casa dove bisogna spendere?
Poi però anche l’arredamento deve essere adeguato, e quindi anche gli accessori.
Ho visto gente indebitarsi per aredare casa propria all’ultimo grido (oltre al mutuo che, ricordiamocelo, è un debito). Spesso facendosi consigliare dal mobiliere di fiducia.
Anche io ho avuto a che fare con i mobilieri, molti sono persone onestissime e stupende, alcuni (una minoranza per fortuna) sono dei furbacchioni.
Per quanto onesti possano essere, vogliono giustamente essere retribuiti per il loro lavoro.
A volte è utile rivolgersi a un mobilificio, molte volte è molto più utile imparare ad arrangiarsi da soli.
Piano piano vedremo cosa si può fare.

Ciò che mi interessa è questo concetto. Si può spendere poco e avere comunque molto. L’importante è sapere diventare “affaristi”. Imparare a scovare gli affari giusti, ma soprattutto sforzarsi di cercare soluzioni. Inventarsi soluzioni invece di chiamare qualcuno a risolvere problemi e pagarlo profumatamente.
Oppure diventare competenti invece di chiamare qualcuno a dare consigli e pagarlo profumatamente.
Non bisogna essere geniali o avere talenti particolari. Basta ricercare qualcosa dentro di sè, quella vocina che ti dice: “è proprio questo quello che voglio ora cerco di ottenerlo”.
È la vostra casa e deve piacere per prima a voi. Certamente un architetto saprà trovare soluzioni incredibili alle vostre esigenze. Ma non è detto che siano le migliori per voi. E soprattutto, se delegate ad altri le vostre scelte invece di ingegnarvi, non imparate nulla.

L’importante è focalizzarsi sul Fare molto con poco.

Questa è una delle principali regole del gioco.

Vivo la mia casa.

Tornare sul luogo del delitto

Avete presente i film gialli?
Avete presente le scene dove l’assassino, o per autocompiacimento, o per un sentimento morboso misto tra cuirosità e paura di aver commesso errori, o semplicemente per nascondere qualche prova torna sul luogo del delitto?
Senza invitare nessuno a diventare assassino, suggerisco di utilizzare lo stesso comportamento e le stesse procedure nella scelta di un immobile.

A proposito di film gialli, vado un attimo fuori tema e onoro la memoria di Peter Falk, deceduto ieri, per i pochissimi che non lo conoscevano ha interpretato per anni il mitico tenente Colombo.

Cosa faceva di speciale il tenente Colombo? Perchè ha avuto e ha tuttora milioni di fans in tutto il mondo?
Per l’aria stropicciata, per la simpatia del personaggio, per la perseveranza e l’acume.

Colombo sarebbe stato bravissimo a comprare un immbile, se ne avesse avuto l’interesse. La cosa non gli interessava e per questo motivo viveva in un tugurio!
Il tenente Colombo non si prendeva troppo sul serio, viveva la vita in maniera allegra e giocosa. La stessa cosa dovrebbe valere per la ricerca della propria casa. State cercando casa, dovrebbe essere fonte di gioia, non di stress!
Ma soprattutto il tenente Colombo era dannatamente perseverante. In ogni caso veniva a contatto con discilpine a lui sconosciute, e entro fine puntata ne diventava puntigliosamente competente.
Si informava, faceva domande anche se veniva spesso mandato a quel paese.

Tornare sul luogo delitto.
Mentre si ricerca un immobile, una volta individuata una rosa di “candidati” ideali, è fondamentale rivederlo più di una volta, possibilmente 3 o 4 volte.
La prima volta serva per farsi un’idea generale, la seconda, dopo essersi fatti dare una planimetria, per costruirsi un’immagine di come dovrà essere il risultato finale, la terza per un sopralluogo più approfondito in cerca dei difetti che inevitabilmente ci saranno, magari accompagnati da qualche artigiano se avete dubbi su qualcosa (impianti, serramenti, ecc…). Sarebbe molto opportuno prendersi qualche giornata di tempo prima di iniziare la ricerca e trovare il modo di osservare un po’ come lavorano idraulici, elettricisti, pittori, e imitare il metodo del tenente Colombo; ovvero farsi delle competenze!
Visitare più volte l’immobile porterà a stringere una sorta di legame con il venditore. Ovviamente il venditore avrà percepito l’interesse per la sua casa e sarà meno propenso a trattare il prezzo. D’altro canto avrà voi come focus sulla vendita e quindi, anche per il fatto che percepirà vero interesse, tenderà a prendere in maggiore considerazione le vostre offerte.
Certamente mostrare uno spiccato interesse ha i suoi pro e i suoi contro. Ma anche acquistare un immobile di cui si sa poco presenta punti deboli. E credo proprio che superino di gran lunga quelli forti.

Tornare sul luogo delitto, possibilmente senza assillare il venditore!

Si può ricavare molte informazioni anche semplicemente parlando con i vicini, e quindi senza andare fisicamente nella casa che ci interessa.
È molto utile fare le visite a orari diversi: si possono capire meglio le condizioni di luminosità dell’immobile, la rumorosità dei vicini che potrebbero avere orari diversi dal vostro orario di visita (per cui meglio divesisficare!), il traffico che passa davanti a casa.
Ad esempio mi è capitato di vedere case che fino alle 16 del pomeriggio sembrano il paradiso in terra tanto sono tranquille, dalle 17 alle 21 diventano più rumorose di Las Vegas!
Tornando più volte si può capire meglio la zona e le sue abitudini, se i servizi sono effettivamente di qualità, se il fine settimana la zona resta tranquilla o si riempe di vita e di chiasso (se questo piace o meno poi dipende dai gusti!).
Si possono imparare moltissime cose su negozianti limtrofi, vicini di casa, e avere giudizi più approfonditi sull’eventuale amministratore di condominio.
Le signore anziane in pensione che vivono nelle vicinanze di solito sono una preziosissima fonte di informazioni!
Attenzione però che i prossimi spiati sarete voi…

Vivo la mia casa!

Bamboo

Nel precedente post ho parlato del mio dichiarato amore per il teak.

Chi ama i pavimenti in legno potrebbe trovare interessante un prodotto che si sta affermando in questi ultimi anni: il bamboo.

Ho detto che quando sono andato a vivere nella casa in cui abito sono sceso a compromessi. Il compromesso era tra ciò che c’era prima, i costi e i tempi dei lavori da fare per venire incontro ai miei gusti, e il valore aggiunto che la casa ne avrebbe ricevuto.

In questo caso, stimando di rimanere a vivere nella mia attuale casa solo per qualche anno, ho deciso che alcuni lavori non avrebbero portato un valore percepito alla casa, ma avrei dovuto andare incontro a spese e tempi più lunghi solo per mio esclusivo gusto personale.

Per questo motivo ho lasciato nelle camere i pavimenti in “parquet” prefinito già presenti, visto che li ho trovati in ottime condizioni.

Se avessi scelto di cambiarli, con tutta probabilità avrei scelto pavimenti in bambooo.

Adoro il teak, come mi piace l’olivo, il merbau e generalmente i legni “rossi”.

Eppure trovo il bamboo bellissimo: mi sa di esotico e moderno allo stesso tempo.

Se non sono trattati i parquet di bamboo sono molto chiari, ottimi per case non luminosissime o per chi, come me, apprezza gli spazi estremamente luminosi.

Il parquet di bamboo può avere finiture verticali o orrizzontali, a seconda di come è lavorata la pianta. Io personalmente preferisco la finitura verticale, più simile al listone in legno tradizionale. Gli estimatori degli arredamenti più esotici preferiranno la finitura orrizzontale.

Il bamboo inoltre è molto più ecosostenibile di qualsiasi altro albero. Infatti non è propriamente nemmeno un albero, ma un’erba infestante che si moltiplica in un brevissimo arco di tempo (in meno di 5 anni può raggiungere i 20 metri di altezza), e non ha bisogno di fertilizzanti.

Per quanto riguarda la resistenza ai graffi è uno dei legni più robusti e si attesta a una durezza di 4,7 nella scala di Brinnel. Il teak per esempio ha un valore medio di 3,5. in pratica è equiparabile alle essenze dei legni più duri e solo pochi alberi (come ad esempio l’olivo) possono superarlo in durezza.

C’è un ultimo particolare non da poco conto, costa significativamente meno della media dei parquet tradizionali.

Personalmente adoro i legni chiari associati a mobili bianchi in stile moderno e con una scelta minimalista degli accessori.

In particolare vedo benissimo un accostamento bamboo nei pavimenti, bianco lucido nelle finiture dei mobili e richiami alla pietra negli accessori o nelle mura. Trovo che il contrasto moderno/antico o moderno/rustico possa dare molta soddisfazione e dei risultati veramente eccezionali, per esempio scegliendo pavimenti in bamboo in stanze con inserti in sasso.

Scegliendo accostamenti adatti e sviluppando un po’ la creatività si possono ottenere case da”catalogo” con una spesa ridotta (o comunque molto inferiore alle aspettative).

Vivo la mia casa.

Solstizio d’estate

Oggi è il 21 giugno, Il sosltizio d’estate.

Oggi è la giornata più lunga dell’anno.

Il cielo è limpido e il sole illumina questa lunghissima giornata. C’è un leggero venticello che rende davvero piacevole lo stare all’aperto.

Non è stupendo starsene su un portico dopo cena, quando il cielo è ancora luminoso, a godersi il tramonto?

Credo proprio che passerò la serata così. Fantastico.

Mi siederò sui tavolini in metallo e guarderò i miei cani scorazzare nel giardino.

Trovo che sia fantastico poter avere un contatto con la natura nel posto dove abiti. Nei giorni come il solstizio sento questo contatto ancora più forte.

I tavolini in alluminio sono graziosi, ma se fossero stati in teak sarebbe stato meglio.

Adoro il teak. Avevo un pavimento meraviglioso in listoni di teak nella casa dove abitavo in precedenza.

L’avevo trovato ad un prezzo bassissimo. Veri listoni di teak asiatico.

Adoravo quel pavimento. Il teak è un legno di media durezza ma molto resistente all’umidità. Per questo motivo i ponti delle navi vengono costruiti in teak, così come i mobili da giardino.

Il problema per me sono sempre gli animali domestici! Spesso non sono molto in sintonia con la mia casa!

🙂

Quando avevo il pavimento di teak viveva con me il mio adorato gatto (ora purtroppo è deceduto). Era un gattone randagio incorciato con un norvegese delle foreste. Pesava 10 kg abbondanti e aveva gli artigli affilatissimi. Aveva la brutta abitudine di saltare giù dai mobili con gli artigli scoperti. Qualche segno sul pavimento l’ha lasciato purtroppo. Il teak ha una durezza media, inoltre la resistenza ai graffi dipende anche dal tipo di verniciatura. I listoni non sopportavano volentieri i balzi e le corse del mio gatto gigante.

Adesso ho dei grossi cani che si divertono a fare a pezzi quello che trovano. Il legno è in cima alle loro preferenze. E quindi niente tavoli in teak sotto il portico.

Pazienza sarà lo stesso una serata bellissima.

Vivo la mia casa.

Scegli la zona giusta

Nel post precedente ho parlato della possibilità di risparmiare sull’acquisto dell’immobile.

Sostengo che una conoscenza approfondita della zona d’acquisto e un po’ di capacità di adattamento possano dare già delle concrete possibilità di risparmio.

Scegliere la zona giusta è importantissimo!

In questo caso quando parlo di zona giusta intendo quella che ti fa risparmiare.

Per ottenere risparmi concreti, potrebbe bastare la scelta tra zone molto simili tra loro ma con prezzi diversi.

Faccio un esempio che ho vissuto di persona sulla mia pelle.

Tempo fa ho avuto serie difficoltà a vendere un appartamento sito in un paese di 2000 abitanti circa. L’appartamento era bello, luminoso e recentissimo, ma nessuno era disposto a pagarlo il reale valore di mercato perchè il paese aveva la fama di essere brutto.

O almeno questo era quello che mi dicevano quelli che visitavano la casa, per lo più provenienti dai paesi limitrofi, ed era anche quello che mi confermavano gli agenti immobiliari, anche loro operanti nei paesi limitrofi.

Alla fine l’ho venduto a persone residenti già nello stesso comune.

Le uniche persone davvero interessate all’acquisto erano tutte residenti sul posto. Purtroppo essendo un paese di soli 2000 abitanti le vendite di case tra residenti erano limitatissime.

Soltanto la gente del luogo era disposta a riconoscere il vero valore dell’immobile ovvero quello che sui vari borsini immobiliari è il cosiddetto “valore di mercato”.

Erano disposti a riconoscerne il valore perchè il paese non è affatto brutto.

Era stato oggetto di recenti ristrutturazioni, e ora è un paese tranquillo e ben tenuto con tutti i servizi basilari presenti (scuole, posta, banche, supermercato, ecc…).

Eppure si era costruto con gli anni la fama di un posto brutto composto principalmente da vecchie case contadine in stato di abbandono.

Le cose in realtà erano cambiate da qualche anno, ma erano rimaste tali e quali a livello emotivo nelle persone dei paesi limitrofi.

Quando si dice che la prima impressione è difficile da cambiare…

Altra peculiarità che andava a minare il valore immobiliare era la presenza di un comune limitrofo più popolato.

A 5 km di distanza c’è un comune di circa 8000 abitanti che è il “centro nevralgico” di tutti i paesi intorno. Trattandosi di realtà di campagna tutti volevano risiedere a 100 metri dal posto di lavoro. Nessuno abituato alla campagna ama il traffico e pochi sono disposti a spendere più di 10 minuti per andare al lavoro.

Ebbene, acquistando casa a 6 km di distanza dalla cittadina di 8000 abitanti, i prezzi possono scendere tranquillamente del 15%.

15% di differenza in una manciata di km, senza rinunciare a scuole, municipio, banca, posta, supermercato, ferramenta, lavanderie, gelaterie, bar, trattorie, corriere e treno!

A operare è lo stesso principio degli investimenti in borsa.

Chi riesce ad arricchirsi con il trading in borsa?

Chi ha la capacità di comprare quando i prezzi sono bassi e vendere quando i prezzi sono alti.

Con gli immobili funziona nello stesso modo. Quello immobiliare può essere un vero e proprio trading. Comprare sui minimi e vendere sui massimi!

Anche il mercato immobiliare è ciclico. E soprattutto all’interno degli stessi trand nazionali e internazionali, ci sono anche tendenze di mercato locali.

Stanno costruendo nuovi servizi in un comune dove prima non c’era niente? I prezzi molto probabilmente saliranno ma, se si arriva presto, quando i prezzi sono ancora bassi, si possono fare ottimi affari. Si avrà una casa che avrà le stesse comodità di altre zone senza pagare il prezzo di zone rinomate.

Anche nel mercato immobiliare si paga il nome. È un po’ come un vestito griffato: costa di più rispetto a uno non firmato anche se quest’ultimo è di pari qualità.

Per lo stesso motivo ci sono zone ultrarinomate, che a detta di tutti costituiscono un investimento sicuro, che potrebbero svalutarsi qualora venissero costruiti nuovi centri residenziali limitrofi con più servizi e prezzo inferiore. Il rischio di acquistare in zone molto “famose” ma qualitativamente uguali ad altre è quello di “comprare sui massimi”. La rivendita dell’immobile, qualche anno dopo, potrebbe riservare spiacevoli sorprese: prezzi in netto calo con buona pace dell’investimento “sicuro” sul mattone.

Il mercato immobiliare è come la borsa, ma con una sostanziale diferenza, i tempi! Se le borse possono crollare in pochi giorni, difficilmente questo succede per il mercato immobilare che è influenzato da cicli che durano anni.

Questo lascia il tempo per un’accurata scelta della propria casa!

Quindi usa pure il cuore, il sentimento, le emozioni quando scegli e fai bella e accogliente la tua casa. Tieni pure presente il principio fondamentale del “metterci del proprio”. Non dimenticare però di usare il cervello. Impara anche a pensare in modo razionale.

Analizza costi e benefici, pro e contro. Dopo avrai tutto il tempo di lasciare andare le emozioni.

Usa il cuore solo per scegliere la casa, ma per crearti un ventaglio di scelte il cervello è più utile!

Vivo la mia casa.

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