Casa dolce casa. Rendiamo bella e accogliente casa nostra…risparmiando!

Archivio per luglio, 2011

lavori e fiducia.

Nell’ultimo post ho parlato degli interventi in casa. Spesso conviene imparare a fare da sè, o comunque è importante seguire in prima persona i lavori.

Con questo non  voglio sminuire i professionisti e gli artigiani che come è ben noto sono spesso pieni di lavoro. Se vengono chiamati per inezie alla fine fatturano comunque il tempo e la chiamata che abbiamo fatto, quindi anche a fronte di lavori semplici sono costretti a chiedere molti soldi.

Magari ci mettono vicino qualche spesa extra di materiale per arrotondare. Cosa che non possono fare se si trovano davanti una persona che è competente nel loro lavoro, che parla il loro linguaggio, e che quindi dimostra di avere la consapevolezza di quello che sta pagando.

Alla fine questo genere di esperienza permette di capire, qualora non fossi in grado di affidarti al fai da te, se la persona che sta lavorando per te, lavora bene ed è una persona seria.

Ti dico questo perchè, a fronte di figure professionali sicuramente molto valide, ci sono “artigiani” che non sono affatto tali.

Non si tratta neccessariamente di figure improvvisate, la maggior parte dei casi di persone completamente inefficenti che ho incontrato in realtà operavano da anni. Ma in che maniera? A mio parere senza mai mettersi in discussione.

Escludendo i truffatori che mi chiedevano 1000 euro per stringere un paio di viti, spesso ho incontrato persone che dopo i primi mesi di apprendistato non hanno più voluto evolversi. Non vogliono pensieri, fanno lo stesso lavoro da 20 anni in modo acritico. Quello che hanno imparato vent’anni fa deve andare bene ancora oggi. Mi colpisce che spesso lavorano in automatico spegnendo il cervello.

Una volta ho procurato a un idraulico che mi stava rifacendo il bagno, un pezzo che mi aveva chiesto. Ho dovuto andarmene per motivi personali senza seguire il lavoro e al mio ritorno, dopo tre ore, non aveva ancora fatto nulla. Stava ancora tentando di montare il pezzo e già alludeva a difetti del sanitario che avevo acquistato. L’ho guardato sblaordito e gli ho detto: <<guarda che lo stai montando al contrario>>. Non avevo mai visto fare quel tipo di lavoro, ma è bastato usare un filo di logica. In pochi minuti il pezzo era montato.

Non serve aggiungere che, siccome aveva perso il pomeriggio, ha provato a mettermi in conto le ore di lavoro.

Immagino la tipica signora anziana del tutto estranea a questo genere di cose: avrebbe comprato un sanitario nuovo, e avrebbe pagato un sacco di soldi in più al “professionista”.

Alla fine deve diventare anche una questione di fiducia.

Impara ad avere fiducia in primis di te. Fatti un po’ di esperienza e competenze, questo vale soprattutto per le donne. Purtroppo ci sono “artigiani” che appena vedono una donna, pensano che non abbia alba di quello che fanno, in quanto “lavoro da uomini”, e spesso cercano di approfittarsene.

Una volta che avrai fiducia nelle tue capacità di valutazione, saprai a chi dare fiducia per i lavori di casa.

Ripeto, esistono moltissimi artigiani professionali che fanno onestamente e con grande competenza il loro lavoro.

Avere un po’ di esperienza, o meglio, capire il linguaggio degli interventi in casa, oltre a fare risparmiare soldi facendo i lavori in autonomia, permette di distinguere i veri artigiani dagli incompetenti.

 

 

 

 

 

 

 

Vivo la mia casa.

cosa conviene?

Oggi ho voglia di fare qualche calcolo.

Ho già toccato l’argomento in un vecchio post dove parlavo del fai da te.

Quando si fanno lavori in casa è importante fare attente valutazioni.

Ad esempio io ritengo sbagliato chiamare i professionisti per i lavori minori, quelli per cui si può imparare ad arrangiarsi da soli.

La maggior parte delle volte conviene comunque esserci.

Faccio un esempio pratico.

Un po’ di tempo fa ho parlato con una persona che mi ha detto: << ho avuto la fortuna di rimanere per un periodo senza lavoro>>.

Potresti rimanere stupito da questa frase, eppure mi sento di condividere in pieno l’affermazione di questa persona. Ascolta il resto.

Questa persona ha poi aggiunto: <<sai, dovevo ristrutturare casa e fare degli interventi piuttosto radicali e prima di perdere il lavoro ho fatto dei preventivi. Mi sarebbe costato parecchie decine di migliaia di euro. La casa aveva davvero bisogno di interventi, e per questo motivo, mentre ero disoccupato e mentre lavorava mia moglie, ho deciso di seguire personalmente i lavori. Ho seguito i singoli artigiani coordinandoli, ho reperito io i materiali e molte cose che una volta non sapevo fare, ho imparato a farle. Mi sono fatto moltissimi lavori da solo. Risultato? Poco più di 6 mesi di lavori e 20000 euro risparmiati sui preventivi>>.

Devo ripeterlo? 20000 euro!

Ora facciamo due conti. Considerando che la paga annuale di questa persona è di circa 17000 euro annui, e considerando che poco dopo ha trovato un altro lavoro, diciamo che con sei mesi di lavoro ha in tasca più di quanto avrebbe avuto lavorando un anno e affidando a una gestione totalmente esterna la ristrutturazione di casa sua.

Ti sembra poco?

Secondo me da questa esperienza ha tratto altri vantaggi che gli torneranno molto utili in futuro.

Ho appena usato questa parola: esperienza.

Ora sa che in moltissimi casi può risolversi da solo piccoli interventi in casa. Ha l’esperienza per farlo. Senza contare, che lavorando su casa sua aveva una motivazione molto forte affinchè tutto procedesse per il meglio. Di conseguenza ha seguito il tutto con una cura che solo una persona che è legata emotivamente alla propria casa può avere.

Ricordati, accumulando un po’ di esperienza puoi rispamiare molti soldi, e ti assicuro che non è questo l’unico vantaggio. Diciamo che fai un investimento a lungo termine sulla tua casa e i tuoi risparmi.

Chi ha le informazioni decide. Vale in tutti i campi della vita, e vale anche per quanto riguarda la casa.

Nel prossimo post parlerò degli altri vantaggi a lungo termine che questo genere di esperienze porta.

Ricorda! Chi ha l’informazione comanda.

Vivo la mia casa.

 

memoria

Smalto (seconda parte).

Lo scorso post ho parlato dello smalto da utilizzare come pittura murale.

Lo smalto è una pittura che si vede di rado nelle case, la maggior parte delle volte è usato su pannelli di legno o su oggetti di metallo come i radiatori dell’impianto di riscaldamento. Mi è successo più volte di vedere case vecchie con vecchi termosifoni, che dopo essere stati ridipinti con lo smalto davano un’impressione più giovane e piacevole.

A mio parere lo smalto è una pittura molto sottovalutata. L’ho vista raramente nelle case. È più comune in edifici pubblici, soprattutto nelle scuole e negli ospedali. Questo per un motivo fondamentale: è totalmente lavabile con l’acqua. Il solvente che lo accompagna è l’acqua; quando l’acqua si asciuga resta una pellicola uniforme di pittura completamente lavabile con qualsiasi tipo di spugna. Lo trovo molto piacevole al tatto perchè forma un velo dalla consistenza quasi “palstica”, ma che “sa” comunque di muro e di pittura. L’effetto è comunque molto naturale.

Per questo motivo è molto igenico. È semplicissimo da pulire e molto duraturo nel tempo.

Per motivi igenici lo si trova spesso negli edifici pubblici o a sostenuto traffico di persone. Se hai presente i muri di uffici pubblici dove c’è lo smalto e pensi che non sia un granchè, ricorda che in questi luoghi, la maggior parte delle volte, vengono usati smalti di scarsa qualità. Visti i costi e le ampie superfici da coprire spesso si cerca la soluzione più pratica. Questo comporta l’uso di prodotti con pigmenti di qualità inferiore e grana meno fine, che danno dei risultati sì funzionali, ma modesti dal punto di vista estetico.

Negli ospedali, come dicevo, grazie al suo grande pregio di migliorare l’igiene, lo si trova ovunque. Anche nelle scuole è molto frequente perchè, è risaputo, i bambini sporcano i muri facilmente, soprattutto mentre giocano .

E pensare che proprio per questo motivo all’inizio ero scettico se usarlo a casa mia. Mi ricordava i tempi in cui andavo alle elementari!

Andare a scuola non mi piaceva per niente.

Mi ricordo che i bambini più “monelli” si divertivano a sporcare lo smalto del muro, e sistematicamente le bidelle erano costrette a pulirlo quasi quotidianamente.

Ho ancora queste immagini impresse nella memoria.

È consigliatissimo quindi a chi ha bambini piccoli.

Oppure a chi ha animali domestici.

A proposito di animali domestici, ti ricordi Luna?

Bene, ti posto una foto dove era ancora cucciola e sta con Aurora (quando era cucciola anche lei), un’altra dei miei cani.

Ora sono entrambe cresicute. Aurora è una golden retriever e pesa circa 25 kg e ha appena fatto i piccoli. Ho otto cuccioli appena nati che tra un po’ scorazzeranno in giro per la casa. E Luna pesa quasi 50 kg, ed è veramente grande, soprattutto quando si muove negli spazi domestici. Di solito, vista la stazza e il folto sottopelo, stanno in giardino. Eppure mi capita spesso di farle entrare. Ultimamente adorano stare in casa soprattutto quando fuori minaccia di scatenarsi un temporale. Luna, come ti ho già raccontato, addirittura salta dentro le finestre aperte o mi gratta la porta di ingresso appena si addensano le nuvole. Tra i cuccioli che scorazzeranno e i cani grandi che camminano o si distendono strusciandosi sul muro, sono felicissimo di avere lo smalto sulle pareti; dopo 8 mesi che vivo in questa casa sono come nuove. Bastano un paio di passate con la spugna. Mentre le pareti lavabili esterne dopo un mese avevano già gli aloni giallastri nei punti in cui passavano i cani. Tanto che ho dovuto cingere la casa con delle mattonelle di pietra di cui parlerò nei prossimi post.

Ti avevo detto che lo smalto ha anche un’ottima resistenza all’ingiallimento?

E ora veniamo anche alle note dolenti.

Lo smalto a parità di superficie costa di più della pittura tradizionale. Inoltre è di stesura più difficile. Si può stendere sia col pennello che col rullo; a mio parere il rullo dà una tinta più uniforme. Io mi sono trovato meglio con i rulli di lana rispetto a quelli a spugna. Si trovano comunque in commercio rulli specifici per lo smalto.

Se con la pittura tradizionale basta pennellare o passare il rullo e dopo un po’ il colore si asciuga e il risultato buono è quasi garantito, con lo smalto ci vuole una mano un po’ più attenta. Se non si è uniformi anche con la pressione che si effettua, soprattutto lavorando con le finiture lucide, quando vengono osservate controluce si notano i difetti. Per questo motivo se con la pittura tradizionale spesso me la cavo con una sola mano, con lo smalto ci vogliono necessariamente due mani di colore. In alcune aree, dove la luce solare colpisce la parete con una forte inclinazione e risalta ogni imperfezione ho dovuto dare 3 mani di colore. Esistono in commercio prodotti che garantiscono un buon risultato con una sola stesura di colore, ma finora non li ho mai provati.

Coraggio che non è finita! Ci sono anche altri aspetti positivi! Nel prossimo post su questo argomento ti racconterò meglio perchè ho fatto questa scelta a casa mia.

 

Vivo la mia casa

Smalto.

Devi dipingere casa? Ti stai orientando verso una classica tempera murale bianca?

Forse potresti riconsiderare il tutto e valutare altre soluzioni.

Proprio io dico di non fermarsi al muro bianco?!

Non mi sto rimangiando tutto! Ho sempre sostenuto che il bianco è un’ottima scelta da mettere al servizio di altre tinte. Inoltre quasi tutte le pareti di casa mia sono bianche. Non è il colore in sè a cambiare, la differenza la fa il tipo di colore. Per la maggior parte delle pareti ho usato lo smalto.

La scelta di usare smalto per le pareti non è molto utilizzata. La maggior parte delle persone dipinge i muri interni di bianco, chiama un pittore che spesso chiede un sacco di soldi. La scelta più semplice è fatta e il problema risolto. Chi invece vuole avere delle pitture particolari fa scelte più sofisticate o impegnative e invece dello smalto utilizza finiture più ricercate come spatolati veneziani, resine murali, ecc… Altri scelgono di colorare intere stanze di qualche tinta particolare. O semplicemente valorizzano una parete dandole un colore di personalità.

Lo smalto è fantastico per valorizzare le singole pareti, e farle spiccare rispetto al resto della stanza!

Ma che cos’è lo smalto?

Lo smalto è un composto a base di resine acriliche; la maggior parte delle persone immagina questa finitura in ambiti diversi dalla pittura murale. Lo smalto di solito è associato al legno o agli oggetti in metallo come cancelli o radiatori. Se penso allo smalto la prima immagine che mi viene in mente (dopo i muri di casa mia) è un pannello di legno.

Il mio vicino di casa ha valorizzato alcune pareti con tinte dal rosso alla terra bruciata. Le ha dipinte con lo smalto. Messe vicine alla tempera bianca tradizionale fanno un figurone. Sembrano delle struttre in pannelli di legno ornamentali, mentre sono delle semplici pareti facenti parte della casa.

Eppure lo smalto fa un cattivo odore ed ha solventi chimici dentro. Dipingere un’intera parete, o peggio, un’intera stanza non può essere dannoso per la salute?

Sì, se si usano smalti a solvente.

Gli smalti a solvente hanno emissioni di composti organici volatili piuttosto alte. Sicuramente non sono salutari oltre ad avere un cattivo odore.

Per questo per dipingere le pareti vanno usati necessariamente gli smalti ad acqua. Rispetto agli smalti ad acqua, gli smalti a solvente ottengono il massimo dell’effetto lucido sulle finiture e resistono meglio alle condizioni più “dure” come ad esempio un cancello a rischio ruggine. Per questo motivo in casa, lo ripeto, vanno usati solamente gli smalti ad acqua che sono inodori, non contengono solventi e hanno un basso valore di sostanze volatili.

Solitamente costano un po’ di più rispetto a quelli a solvente, ma sulla salute non si transige.

Esistono finiture lucide e satinate e a seconda della qualità del prodotto la grana risulta più o meno omogenea.

L’effetto è, a mio parere, notevole. Ovviamente dipende dal tipo di prodotto usato: si può scegliere una parete bene in vista e valorizzarla con una tinta forte e lucida, che stacchi con il resto della stanza e richiami qualche accessorio presente (tende, cuscini, soprammobili…).

Oppure si può scegliere di dipingere una parete con uno smalto ad effetto satinato o con una grana un po’ più grossa (che fa risaltare meno la lucentezza) dello stesso colore delle altre (di solito bianco) per giocare sull’effetto “vedo non vedo“. Il risultato è molto discreto, di solito non viene notato. Soltanto al tatto o a un’occhiata ravvicinata si vede la differenza. La reazione potrebbe essere: “ehi! Hai fatto installare un pannello qui?”.

Si può decidere per una soluzione a metà strada tra queste due. Ad esempio, in camera ho una piccola parete di cartongesso staccata dal muro che serve a separare la zona del letto dalla zona degli armadi. Nelle camere ho optato per una semplice pittura in tempera bianca per avere una soluzione più tranquilla e discreta. Volevo comunque valorizzare questa parete staccata dal resto della stanza. Ho scelto quindi uno smalto di un rilassante color lavanda molto molto tenue, dalla finitura lucida. Il risultato è che la grana lucida “stacca” la parete dal resto e la tinta lavanda dà un tocco di diversità. Il tutto è comunque discreto, e così volevo che fosse, trattandosi di una camera. Addiruttura le persone, in condizioni di bassa luminosità, nemmeno si accorgevano del colore della parete. Il colore ha iniziato a farsi notare dal contrasto creato avvicinando la testiera del letto bianca e i comodini bianchi; inoltre anche la scelta di tende semitrasparenti e della stessa tonalità ha aiutato a risaltare la parete, seppure con discrezione.

Nei prossimi post toccheremo ancora questo argomento. Continua a seguire il blog! 🙂

 

 

 

 

 

 

 

 

 

vivo la mia casa

debito sano o malato?

Fiducia!

È la fiducia che ultimamente scarseggia tra le istituzioni bancarie e i cittadini. Diciamolo, la cosa è reciproca.

Fino a pochi anni avere accesso ai mutui per la casa era molto più semplice, ma proprio i mutui sono stati la scintilla scatenante dell’attuale crisi economica.

Dopo la crisi dei mutui americani le banche hanno cambiato un po’ tendenza.

Ti ricordi fino al 2008 le pubblicità in TV? Vi ricordate quante pubblicità di mutui?

Io mi ricordo ancora una pubblicità dove arrivava una giovane coppia in banca con una porta in mano e diceva: <<Ecco il nostro 1%>>.

Quante di queste pubblicità si vedono oggi? Pochissime.

Le banche non prestano più soldi ai cittadini se non con solide garanzie. Mi ricordo che, appena esplosa la crisi, le banche non si fidavano neppure a prestarsi il denaro tra di loro.

Come ha i conti quella banca là? È a rischio fallimento? Girava voce che qualche banca avrebbe potuto saltare.

Ora questa situazione si è normalizzata e le banche non si fidano più soltanto dei cittadini.

A torto? A ragione? Chissà. Se guardi un po’ di aste immobiliari vedrai che una grossa fetta degli esecutati ha perso la casa perchè non pagava il mutuo.

A proposito, avevo mai detto che si possono fare degli affari interessanti alle aste immobiliari? È un mondo dove è facile prendere fregature, però con un po’ di esperienza si possono trovare case a ottimi prezzi. Ad esempio, la casa dove vivo l’ho acquistata all’asta.

Le banche prestano soldi con molte più reticenze, sono praticamente spariti i mutui superiori al 100%. prima della crisi si potevano trovare mutui anche al 130% del valore dell’immobile. Così da poter acquistare la casa e arredarla completamente.

Adesso se una persona non ha un po’ di soldi da parte è molto difficile accedere a un mutuo. Mediamente le banche tendono a concedere l’80% del valore dell’immobile. In alcuni casi il 90%.

È un bene? È un male?

Dipende! Sicuramente più è alta la percentuale anticipata dalla banca e più si è indebitati.

Che brutta parola. Indebitati! Come suona dirlo? Ripetilo ad alta voce: Io sono indebitato/a!

Che effetto fa? Tutti noi che abbiamo un mutuo siamo indebitati e finchè il debito non è onorato la casa non è veramente nostra. In relatà è della banca. Prova a non pagare un po’ di rate, a chi va la casa? Alla banca! Quindi la casa è della banca.

Non fa un bell’effetto dire: “ora vado, torno nella casa della banca”. Meglio dire: “ora vado, torno a casa mia”. Peccato che non sia questa la realtà.

Certo, la banca è un affittuario di larghissime vedute: puoi fare quello che vuoi della casa e non ti dirà mai niente. Io ho tre cani. Non credo che un’altra persona avrebbe accettato di affittarmi la casa sapendo questo.

Avere un debito non è un bene o un male in sè. Dipende moltissimo dal tipo di debito. È importante distinguere tra debiti sani e debiti “malati”.

Un debito sano serve a generare ricchezza o flusso di cassa. Il debito sano è un investimento per il futuro. Lo si fa per avere più ricchezza quando lo si estingue rispetto a quando lo si è contratto.

Un debito malato serve solo a soddisfare bisogni e capricci e non genera ricchezza, ma porta impoverimento.

Un debito sano è: un’impresa da avviare o fare crescere, partecipazioni in affari con un ritorno economico, ciò che aumenta valore alla mia casa in ottica di rivendita, la casa se nel giro di qualche anno la rivendo a una cifra maggiore o uguale di quanto l’ho comprata.

Un debito malato è le vacanze, l’automobile, finanziamenti nei negozi per beni di prima necessità o elettrodomestici, debiti di gioco o simili, la casa dove voglio vivere una vita.

La casa dove voglio trascorrere una vita è un debito malato? Ma se mi hanno sempre detto che la casa è un investimento.

No. La casa è un “capriccio”.

Un capriccio importante che permette di esprimerti e di appagare un bisogno di sicurezza (ricorda però che è della banca finchè non hai pagato tutto), ma comunque un capriccio. Finchè i soldi che ci hai speso non sono di nuovo nelle tue tasche è un capriccio.

Approfondiremo più avanti anche questo argomento.

Vivo la mia casa

Nessun posto è casa se non dentro di te.

Fino ad ora ti ho parlato di arredamento, di cucine, di pavimenti, di prezzi, di risparmio.

Tutte cose molto importanti.

E soprattutto tutte cose che permettono di godere al meglio della propria abitazione, o di ottenere il meglio dalle proprie possibilità.

Più di una volta ti ho sottolineato l’importanza che godersi le cose non vuole dire esserne schiavo.

Per non essere uno schiavo delle cose, ma imparare a viverle con gratitudine è fondamentale avere la casa dentro di sè.

Hai presente un comportamento che porta ad essere sempre alla ricerca di qualcosa, sempre in fuga, sempre insoddisfatti?

Bada bene, è diverso dalla curiosità che spinge ad esplorare nuovi territori, o dalla forza di volontà che spinge ad andare sempre avanti.

C’è una differenza di fondo sostanziale tra chi cerca sempre e per forza qualcosa e chi è spinto dalla curiosità e dalla voglia di sperimentare qualcosa di nuovo.

La differenza è la scelta.

Se devi trovare il tuo posto, devi avere la casa perfetta (ti ho già detto che non esiste?), se devi avere qualsiasi cosa, allora è la cosa in sè che comanda.

Se vuoi o meglio puoi avere qualcosa che desideri, tanto che la tua vita sarebbe migliore possedendolo, ma vai avanti serenamente anche senza averlo, allora significa che hai alla base una possibilità di scelta.

 

Se senti un’insoddisfazione interiore e cerchi sempre qualcosa, e in particolar modo cose materiali, può essere (e sottolineo “può essere” perchè non credo di avere la verità in tasca) che sei alla ricerca di un posto sicuro, di una casa interiore.

In questo caso l’azione è spinta dalla necessità. Se manca un posto sicuro, la spinta è di ricrearselo all’esterno di se, negli oggetti.

In italia questo concetto ci è molto caro. Abbiamo delle case bellissime. Tra le più belle al mondo. Prova ad andare negli USA o in altri paesi e guarda la differenza. Non dico che siamo gli unici a fare belle case! Dico che le nostre sono molto molto curate. C’è amore nelle notre case. Si potrebbe quasi dire che le coccoliamo. In realtà coccolando le nostre case cerchiamo di coccolare noi stessi.

La casa è la nostra sicurezza.

Ognuno di noi ha sentito la frase:”investi nella casa”. Compra il mattone che è un investimento sicuro.

Tutte balle!

La casa diventa un investimento nel momento in cui ti accingi a rivenderla per guadagnarci sopra. Altrimenti non è un investimento, è un debito. Finchè il mutuo non è saldato, la banca te la può portare via come niente fosse. Se hai un problema con il fisco o con qualche creditore, c’è la possibilità che la casa venga pignorata.

Se invece la si vuole considerare in ottica di investimento, come tutti gli investimenti non è privo di rischi. Certamente è un settore molto più sicuro di altri, ma non così sicuro come la maggior parte delle persone crede. Si possono prendere terribili cantonate anche nel settore immobiliare.

 

Sto forse dicendo che non bisogna più comprare casa e vivere in catapecchie, perchè tanto sulla casa non conviene spenderci soldi ed energie? Mi sto rimangiando tutto quello che ho detto fino ad ora?

Assolutamente no.

Sto dicendo di prendere coscienza di un fatto: il luogo sicuro che cerchiamo disperatamente non può essere un posto fuori da noi stessi. L’equilibrio interiore, un posto dove poter raccogliere le nostre emozioni va cercato prima dentro di noi. Solo dopo potremo guardare fuori.

Altrimenti c’è il rischio di non trovare mai un posto nostro. E non potremo goderci le sere d’estate sul portico e provare un senso di gratitudine. Perchè in realtà nessun posto è casa se prima non c’è una casa dentro di noi.

 

 

 

 

 

Vivo la mia casa

 

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